Basta davvero poco per sentirsi felici e in pace con il mondo: una bella giornata, la compagnia giusta e un posto nuovo da scoprire.

Dopo una notte incredibilmente tranquilla e silenziosa, inizia una delle giornate più belle di questa ultima settimana.

Il caffè è pronto in tre minuti. Colazione veloce, doccia e mi preparo per affrontare la giornata.

Oggi è prevista una bella passeggiata: circa 15 km in totale verso le Pasarelas de Relleu, uno dei tanti posti segnati sulla mia Moleskine che volevo vedere.

Riesco a convincere Fabio ad accompagnarmi, quindi aspetto che arrivi da Alicante con la macchina.

Dopo un giro di perlustrazione intorno a dove è parcheggiato Ettore — cosa che ieri non avevo potuto fare a causa della pioggia — finisco di prepararmi.

Acqua e panino di sopravvivenza nello zaino…Fabio arriva e via, pronti per l’avventura.

La passeggiata è abbastanza semplice. La prima parte è su strada asfaltata, fino a raggiungere l’ingresso del pantano.

Poi cambia: un po’ di salita, qualche sasso, e finalmente arriviamo all’ingresso della passerella.

C’è un po’ di fila, creata da un gruppo numeroso e decisamente rumoroso di gente del posto.

Due ingressi, cuffietta, casco… e si entra.

La Passarela de Relleu misura circa un chilometro e quattro, sospesa lungo la roccia, come se qualcuno avesse deciso di disegnare un sentiero nel vuoto.

Gradini, salite e discese, curve che seguono il profilo della montagna.

Tutto perfettamente incastrato nella natura, senza rovinarla, anzi..

Il cielo era limpido, di quelli che non hanno bisogno di filtri.

L’aria pulita, il sole caldo al punto giusto.

E intorno, gente felice.

Si vedeva proprio: sorrisi, foto, quella leggerezza tipica di quando sei esattamente dove vuoi essere.

Poi, ovviamente, c’era anche l’altra categoria.

Quelli con le vertigini.

Quelli che partono convinti e dopo tre metri si trasformano.

Si fermano. Si aggrappano al corrimano come se fosse l’ultima cosa rimasta al mondo.

Sguardo fisso nel vuoto e passo rallentato stile moviola.

E tu dietro, in bilico tra la comprensione e una risata trattenuta.

Passo dopo passo, la passerella ti porta sempre più dentro al paesaggio.

E a un certo punto smetti anche di pensarci. Cammini e basta.

Perciò: Giornata top.
Felice di aver mosso un po’ il culo.
Si torna da Ettore con quella stanchezza buona a decidere che fare domani.

Alla fine, la giornata insegna qualcosa di semplice: meglio vivere senza aspettative e lasciarsi sorprendere da ciò che succede, piuttosto che immaginare come dovrebbe andare e poi restare delusi.