E chi lo dice che le giornate di pioggia sono brutte?
Quando piove, il camper diventa un rifugio.
Pochi metri, ma abbastanza per contenermi tutta.
Mi avvolgo nelle coperte.
Scelgo una musica che non disturbi i pensieri, ma li accompagni.
Accendo un po’ di incenso.
Verso un bicchiere di vino.
Fuori il cielo si lascia andare.
Dentro provo a fare lo stesso.
La pioggia mi dà pace.
È come se il mondo mi autorizzasse a fermarmi.
Come se mi dicesse: adesso puoi non correre.
E io mi fermo.
Non per stanchezza soltanto.
Ma per scelta.
Non mi sono quasi mai fermata nella mia vita.
Non potevo.
Da me dipendevano persone, decisioni, equilibri. Sempre.
Sono stata tante cose insieme.
Donna.
Lavoratrice.
Mamma.
Figlia.
Compagna.
Guida.
Presenza.
E molte di queste cose le ho amate profondamente.
Mi hanno riempito l’anima.
Mi hanno fatta sentire forte.
Però c’è una verità che ammetto solo quando piove:
fermarsi è terapeutico.
Quando il cielo è grigio mi sento un po’ come lui.
Più lenta.
Più fragile.
Più vera.
La malinconia mi obbliga a guardarmi senza distrazioni.
Mi chiedo dove ho sbagliato.
Perché sì, ho sbagliato.
Ho creduto a situazioni che dentro di me sapevo non essere reali.
Ho sperato che certi amori cambiassero.
Che certi ambienti lavorativi migliorassero.
Che alcune persone diventassero ciò che io vedevo in loro.
Ma l’errore più grande è stato aspettare che cambiassero gli altri.
Quando, in silenzio, ero io che dovevo cambiare.
Non mi vergogno dei miei errori.
Mi hanno insegnato più delle vittorie.
Li ho pagati, tutti.
Ma mi hanno resa più consapevole.
La pioggia mi ricorda questo:
non tutto deve essere luminoso per essere giusto.
Essere triste non significa essere debole.
Sentirmi sola non significa esserlo davvero.
Essere stanca non significa aver fallito.
Significa solo che sono umana.
E allora resto qui.
Con il vino che scalda.
Con la musica che riempie i silenzi.
Con il rumore dell’acqua che cade.
Non salto questo momento.
Non lo anestetizzo.
Lo vivo.
Se durerà più di un giorno, lo vivrò più di un giorno.
Se porterà domande, cercherò risposte.
Se porterà cambiamento, lo accoglierò.
Le giornate di pioggia non sono brutte.
Sono oneste.
Mi tolgono il rumore del mondo
e mi restituiscono a me stessa.
E forse è proprio questo il loro dono.


