Visto che questo blog parla di chilometri, ho pensato che ogni tanto potrei fermarmi su uno preciso.
Non per raccontare la distanza percorsa, ma per raccontare cosa è successo esattamente lì.
Il 591 è il primo.
A questo chilometro sono successe tre cose.
Tre momenti diversi, ma intrecciati tra loro.
Tre piccoli terremoti interiori.
Il primo posto immerso nella natura.
Per la prima volta ho preso coraggio e mi sono fermata in un’area completamente immersa nella natura, lontana da tutto e da tutti.
Un luogo mozzafiato vicino ad Ardales.
Fermarmi in posti così, isolati, è sempre stata una delle mie paure più silenziose.
Nel momento in cui ho parcheggiato e sono scesa da Ettore, mi sono guardata attorno.
Il blu profondo del lago in contrasto con il verde degli alberi.
La quiete quasi irreale. La vastità del paesaggio che sembrava allargare anche il mio respiro.
E lì ho capito quanto possa essere immensa una sensazione.
Ho deciso che quel posto sarebbe stato il luogo perfetto per festeggiare.
Non solo il compleanno imminente, ma anche la separazione da quella paura che dall’inizio di questa avventura mi stava condizionando.
Mi sono preparata l’aperitivo più romantico della storia: sedia, libro, un bicchiere di vino.
Sola, a coccolarmi di fronte al mio amico tramonto.
Nessun rumore, nessuna aspettativa, nessuno sguardo addosso.
Solo la luce che cambiava colore e io che, per la prima volta, non sentivo il bisogno di essere altrove.
Il 44° compleanno: crescere al contrario
Il km 591 è stato anche la vigilia — e il festeggiamento — del mio quarantaquattresimo compleanno.
Un traguardo importante, arrivato in uno dei momenti più scombussolati e particolari degli ultimi anni.
Si dice che crescendo si diventi più responsabili, più stabili, più “definiti”.
Io sto facendo esattamente il contrario.
Non ho rinunciato alla responsabilità.
Ma ho smesso di farne l’unico metro con cui misurare le mie scelte.
Questo compleanno non è stato una lista di obiettivi raggiunti o mancati.
È stato una domanda: cosa voglio davvero?
E soprattutto: quello che avevo mi rendeva felice?
A 44 anni ho scelto di non fingere più con me stessa.
Ho scelto il movimento invece della sicurezza apparente.
Ho scelto la verità, anche quando fa tremare.
Festeggiare così — in silenzio, davanti a un lago, con un bicchiere in mano e il cuore pieno di domande — è stato il modo più sincero che potessi trovare.
Scoprire cio che non vorresti
E poi, il km 591 è stato quello in cui una confidenza inattesa ha tolto un peso che portavo da tempo.
Ci sono cose che fanno male a scoprirle, eppure attraversarle permette finalmente di sentirsi leggeri.
Quel giorno ho iniziato a sentirmi davvero libera, lasciando alle spalle piccoli dubbi e mancanze che ancora mi accompagnavano.
Fiera e orgogliosa di me stessa, per ciò che sono stata, per ciò che sono… e sempre più convinta che ciò che sarò sarà ancora meglio.






