Ogni viaggio comincia sempre da una valigia.
La prepariamo scegliendo con cura cosa portare, in base alla meta, al tempo, a ciò che immaginiamo di vivere.

In questo viaggio, però, la mia valigia è stata leggera.

Ho lasciato andare tutto ciò che era superfluo, tutto quello che restava inutilizzato negli armadi. Non sono mai stata una donna da mille abiti o da troppe cose, quindi è stato più semplice di quanto pensassi.

Ho scelto l’essenziale per stare bene: i miei libri preferiti, qualche candela, un po’ di incenso, l’occorrente per la carovana, qualche fotografia. Poco altro.

Eppure, ciò che occupa più spazio non si vede.

Ci sono almeno tre cose che porto con me, e la prima, in assoluto, sono i miei figli.

Anche se sono grandi, restano i miei bambini. Siamo abituati alla distanza, non è la prima volta che viviamo momenti lontani. Abbiamo il nostro codice, i nostri tempi, i nostri silenzi che parlano. Sanno che io ci sono. Sanno che per loro farei qualsiasi cosa. Non abbiamo avuto una vita semplice, ma crescere insieme è stata la cosa più bella che mi sia capitata. Anche in questa nuova avventura li sento vicini, come io lo sono ogni volta che attraversano un cambiamento.

Sono stati, sono e saranno sempre la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita. L’amore che provo per loro supera incomprensioni, nervosismi, discussioni e qualsiasi tempesta.

Poi porto con me i ricordi.

Tutto ciò che di bello ho vissuto.

Perché credo che questo sia il senso: portare con sé la parte luminosa della vita. Le emozioni, i sentimenti, le passioni. Anche le esperienze difficili fanno parte di noi, contribuiscono a renderci ciò che siamo. Ma vivere ancorati solo ai dolori cancellerebbe la magia che abbiamo attraversato. Non possiamo dimenticare la bellezza di un sentimento, l’emozione di un viaggio, la forza di una passione.

Le cose cambiano, si trasformano, ma non spariscono nel nulla. Si tratta di fare una selezione mentale: un esercizio complesso, ma capace di restituire pace e forza.

Infine porto la mia passione per la lettura e per la scrittura. Con la speranza che, anche se non nel modo in cui lo immaginavo da bambina, possa trovare uno spazio per raccontare ciò che penso, ciò che sento, ciò che vivo. Vorrei condividere le mie avventure, i successi, le cadute, il mio modo di vedere il mondo. E allo stesso tempo conoscere quello degli altri.

Da piccola sognavo di diventare giornalista. Forse non accadrà mai davvero. Ma ogni volta che scrivo, sento che una piccola parte di quel sogno si sta comunque realizzando.

E tu?
Cosa porteresti con te in un viaggio come il mio?